Forestazione: Lenta
Progetto Life Drylands – LIFE - LIFE18 NAT/IT/000803
Il progetto esecutivo è stato elaborato per soddisfare i requisiti del finanziamento europeo LIFE – Drylands, destinato all’Ente Parco del Ticino e Lago Maggiore. L’obiettivo principale è la tutela di habitat appartenenti alla rete “Natura 2000”, attraverso interventi di svecchiamento per evitare la naturale evoluzione verso il bosco e mantenere un grado di evoluzione primario.
Dettagli Tecnici:
- Importo dei lavori € 1.869.500,90
- Luogo di esecuzione Aree protette del Ticino e Lago Maggiore
- Committente Ente di Gestione delle Aree protette del Ticino e Lago Maggiore
- Periodo di esecuzione 2020 - 2022
- Classi e categoria P.01: € 154.745,00
- Livello di progettazione PD, PE, CSP, DL, CSE - Dott. Agr. e Arch. Paes. Manuel De Canal
Il progetto nasce dalla necessità di tutelare habitat naturali fragili, sempre più minacciati dalla pressione antropica e dalla scomparsa dei fattori naturali e semi-naturali (come incendi, pascolo o sfalcio) che storicamente ne garantivano l’equilibrio. Finanziato dall’Unione Europea, l progetto si concentra sulla conservazione di habitat legati alla rete “Natura 2000”, alla Direttiva Habitat e alla Direttiva Uccelli.
Gli habitat interessati sono definiti “Dryland”, ovvero praterie secche con copertura erbacea e scarsa presenza di alberi e arbusti. Tali ambienti ospitano numerose specie di insetti rari, talvolta endemici.
Principali aree di intervento:
1. Parco naturale del Ticino – ZSC-ZPS IT1150001 “Valle del Ticino”
Nel Parco Naturale del Ticino, tra Pombia e Trecate, sono stati realizzati interventi per tutelare e valorizzare due habitat naturali particolarmente importanti. A Pombia, su circa 6.000 mq vicino a un’ansa del fiume Ticino e non lontano dall’aeroporto di Malpensa, si è intervenuti per eliminare specie arboree invasive come la Robinia, che minacciavano l’equilibrio naturale dell’area. Per mantenere la vegetazione tipica degli habitat, sono stati effettuati sfalci, rimozione delle piante invasive, e messa a dimora di nuove piantine autoctone, oltre a operazioni mirate per favorire il rinnovo della copertura di licheni.
A Trecate, invece, si è lavorato su due aree, una delle quali era un parcheggio. La prima area, anch’essa destinata alla conservazione di habitat naturali, è stata ripulita per favorire la crescita delle orchidee selvatiche, mentre l’ex parcheggio è stato trasformato in una prateria secca, ampliando così la superficie di questi habitat rari. Qui sono stati svolti lavori per preparare il terreno, proteggere l’area da accessi indesiderati e sistemare le barriere di accesso.
2. Parco naturale delle Lame del Sesia – ZSC-ZPS IT1120010 “Lame del Sesia e Isolone di Oldenico”
Nel Parco Naturale delle Lame del Sesia, a Oldenico, si è intervenuti su un’area di circa 4.600 mq dove due terzi del territorio ospitava già un habitat naturale ben conservato, mentre un terzo risultava degradato a causa della presenza invasiva della pianta Solidago gigantea. Questa specie, molto aggressiva, era presente soprattutto nella parte nord, compromettendo la biodiversità locale. Per questo motivo, l’intervento ha avuto come obiettivo principale l’eliminazione di questa pianta invasiva e il rinnovo della copertura di licheni tipici dell’habitat. Le operazioni hanno previsto il taglio e la rimozione di legname autoctono, sfalci, l’applicazione di tecniche di “sod-cutting” su piccole aree e la messa a dimora di nuove piantine autoctone, oltre alla diffusione di semi di fiorume per favorire la continuità delle specie vegetali.
A Greggio, sempre nel Parco, un’altra area di circa 16.700 mq è stata interessata da una massiccia invasione della specie alloctona Eragrostis curvula, molto difficile da eliminare a causa della dispersione dei suoi semi. Per questo, l’intervento è stato parzialmente limitato rispetto al progetto iniziale, per evitare di favorire ulteriormente la diffusione della pianta invasiva. Anche qui, le attività hanno incluso il taglio e la rimozione di legname autoctono, sfalci e sod-cutting, oltre alla messa a dimora di nuove piantine, in modo simile a quanto previsto per un’area vicina a Villata.
3. Riserva naturale delle Baragge – ZSC IT1120004 “Baraggia di Rovasenda”
Nella Baraggia di Rovasenda sono state individuate due aree di intervento, entrambe di proprietà del Comune di Lenta e caratterizzate dall’habitat 4030, tipico delle brughiere. La prima area, a nord-est del deposito mezzi, copre 85.000 mq, mentre la seconda, a sud-ovest, si estende su 43.000 mq. Questi ambienti, di grande valore ecologico, rappresentano uno stadio intermedio dell’evoluzione naturale, prima della trasformazione in bosco, e per questo sono particolarmente fragili.
Gli interventi si sono concentrati sull’eliminazione delle piante arboree e sul ringiovanimento della brughiera, in particolare della Calluna vulgaris, per garantire una maggiore durata e conservazione di questi habitat. Le operazioni hanno previsto tagli e rimozioni di legname autoctono, sfalci, decespugliamento delle zone infestate da pioppi tremuli e l’eliminazione di specie invasive. Inoltre, sono stati realizzati numerosi “sod-cutting” e piantati oltre 3.500 nuovi arbusti per favorire il rinnovamento naturale.

